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Archivi categoria: pioveSULbagnato

siamo schiavi !

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DOPO IL TERREMOTO

dal Corriere on line di ieri:

Benzina, quelle accise straordinarie che restano

Due centesimi al litro destinati alle vittime del sisma in Emilia
Ma lo Stato incassa ancora per il Friuli, il Vajont e l’Abissinia

(Imagoeconomica)(Imagoeconomica)

MILANO – Due centesimi di euro al litro possono non sembrare una gran cifra, ma l’accisa relativa al terremoto che ha colpito martedì l’Emilia Romagna tra il 20 e il 29 maggio va ad aggiungersi a una lunga serie di imposte sulla fabbricazione e vendita del carburante che datano indietro anche di trent’anni. O Settanta. 

QUANT’È IL PESO SUL DISTRIBUTORE – La tassa per la ricostruzione del modenese e del ferrarese si somma, infatti, a quelle di altri sismi e catastrofi. Già a febbraio, prima quindi della recente emergenza, il Senato si era trovato a discutere numerose mozioni riguardanti proprio le accise dei carburanti nelle zone di confine. Una delle mozioni chiedeva al governo di porre in atto agevolazioni per i residenti nelle zone di confine, che preferivano andare all’estero a rifornirsi piuttosto che pagare imposte e Iva (perché un’accisa è anche soggetta a Iva) fino al 65-67 per cento del valore del carburante. Ed elencava nel dettagli i balzelli che affliggono le pompe.

GUERRE COLONIALI E ALLUVIONI – Le tasse sul carburante sono, denunciava la mozione 558, pari a due terzi del totale, e buona parte di esse sono legate a eventi straordinari del passato divenuti poi introiti ordinari: la guerra di Abissinia in epoca coloniale (1935) e le missioni delle truppe italiane in Bosnia e in Libano (1996) tra i finanziamenti straordinari dell’esercito, e la crisi del canale di Suez del 1956 tra gli eventi strettamente legati al mondo petrolifero. Ma anche eventi drammatici della storia italiana: il disastro del Vajont (1963); l’alluvione di Firenze (1966); gli aiuti legati ai terremoti del Belice (1968), del Friuli (1976) e dell’Irpinia (1980). Con l’eccezione poco consolatoria delle missioni all’estero, si tratta di eventi di oltre trent’anni fa, con un picco ai 77 anni della guerra d’Africa, ben più anziana della Repubblica. Queste accise hanno un peso diretto di circa 25 centesimi al litro, e vanno sommate al decreto Salva Italia dello scorso anno (9,9 centesimi) e a imposte regionali come quelle legittimamente inserite, per esempio, da Liguria e Toscana per coprire i costi delle alluvioni di novembre 2011. Più specificamente, lo scorso anno le tasse sul carburante sono aumentate quattro volte: con il fondo per lo spettacolo (0,92 centesimi in due aumenti successivi), con la guerra in Libia (4 centesimi), con la già citata alluvione di Genova e delle Cinque Terre (0,89 centesimi) e appunto con il Salva Italia.

Maria Strada
@MeryStreet 30 maggio 2012 | 18:43© RIPRODUZIONE RISERVATA

l’Italia continua a perdere tempo

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e sì che qua abbiamo un sole che i tedeschi ci invidiano….stacco e trascino da da repubblica on line .

Germania, un weekend da record
metà paese ha funzionato con il sole

Grazie alla straordinaria produzione di 22 GWh e ai consumi ridotti, sabato scorso è stato possibile soddisfare ben il 50% del fabbisogno. La stessa quantità venerdì ha coperto il 30%

di VALERIO GUALERZI

La Germania del fotovoltaico continua a macinare record. Questa volta si tratta di un primato tutto sommato effimero in quanto legato a circostanze particolari, ma dall’enorme valore simbolico. Venerdì e sabato scorsi, secondo i dati della European Energy Exchange comunicati dalla Iwr, l’istituto di ricerca dell’industria rinnovabile, gli impianti tedeschi hanno immesso in rete la straordinaria quantità di 22 GWh di elettricità. “Un primato assoluto che in nessun altro momento in nessun altro posto al mondo era mai stato centrato”, ha spiegato alla Reuters il deirettore della IwrNorbert Allnoch.

Ancora più signifcativo del valore assoluto dell’elettricità fotovoltaica prodotta, è però forse il valore percentuale. Esclusivamente con il sole la Germania nel corso della giornata di venerdì ha soddisfatto ben il 30% del suo fabbisogno, mentre sabato, grazie al forte calo della domanda dovuta alla chiusura delle fabbriche, la quota è balzata addirittura al 50%.

Il record dei 22 GWh è stato possibile grazie ai 1,8 GW di nuova potenza installati dall’inizio del 2012 ad oggi. Impianti che si sono andati ad aggiungere agli oltre 24 GW presenti già a fine 2011. Una capacità produttiva che nel corso dell’anno passato ha permesso di coprire mediamente il 5-10% del carico di picco nazionale nei mesi invernali e il 20-30% in estate. “Questi risultati – ha sottlineato ancora Allnoch – dimostrano come la Germania sia in grado di ottenere una larga parte delle sue necessità elettriche con l’energia del sole ed è in grado di andare avanti con un minor numero di centrali a carbone, a gas e nucleari”.

A fronte di un successo così clamoroso, non sono mancate anche tra i tedeschi polemiche sul costo per la collettività di un’incentivazione molto generosa. Secondo alcune stime, sostenere il fotovoltaico obbliga i consumatori a spendere circa 2 centesimi in più per ogni kWh. Ciò di cui molto spesso non si tiene invece adeguata considerazione, oltre alle forti ricadute positive sull’occupazione e l’ambiente, è che l’accresciuta produzione di fotovoltaico nel corso degli anni ha drasticamente abbassato il picco di prezzo dell’elettricità all’ingrosso 1 in Borsa nelle ore diurne.

In Italia un record simile 2 era stato toccato nei giorni a ridosso delle vacanze di Pasqua, con il 60% di contributo delle rinnovabili alla rete elettrica siciliana. In questo caso si trattava però di una regione piccola e geograficamente molto particolare e di un risultato ottenuto non solo grazie al sole, ma anche grazie al vento.

(28 maggio 2012)© RIPRODUZIONE RISERVATA

Cat Attack !

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che carini a Roma !

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pare che da ora, se ti sei accicciata tutta cadendo dalle due ruote e ti hanno appena ricucito e incerottato,  lì in ospedale, ti lasciano farti una bella sigaretta. Lì, all’ospedale Sandro Pertini di Roma.

Questo blog è maN/Ltenuto da una fumatrice scooterista. Cose che comunque faccio in momenti diversi.

😉

il lavoro

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oramai è un cancro della società, i giovani che non lavorano,non lo cercano nemmeno. e non solo i giovani, ok.

(per quelli che neanche studiano, ecco, denuncerei i genitori: è inammissibile !)

Ma rimaniamo in ambito di gggiovan i…. Ogni tanto vado in una pasticceria dove le brioche sono buonissime. Bene.

Sono almeno due anni che vado lì e in tutto questo tempo avrò visto-oltreal personale stabile, diciamo- almeno 6 giovani che hanno iniziato  a lavorare lì e,  per cause diverse ma tutte riconducibili all’atteggiamento, poi sono stati lasciati a casa.

Diciamo pure che alla gente gli fa fatica lavorare, c’è un malsano atteggiamento da spalle tonde che ti leva il sentimento.

Si sentono incastrati, convinti che avrebbero meritato di più-non si sa su quali basi :

Hai studiato? No.

Hai un hobby, un interesse che segui e che ti appassiona ? No.

Sei intraprendente: No!

e allora, caro giovane arrogante, sfaticato e senza qualifica:  che pretendi ?

Da dietro il banco a lamentarsi coi clienti che la domenica gli tocca lavorare e che le sue ferie non saranno nelle due settimane d’agosto come avrebbe voluto ….”Sei appena entrata a lavorare, mica puoi pretendere!! – risposi una volta e quella ( non più di 25 anni d’età)  mi guardò come se le avessi detto che avevo appena visto sua madre spacciare eroina ai girdinetti dei bambini ….

Un altro, non faceva altro che mangiare tutto il tempo da dietro il banco…passsava davanti alla vetrina per dare un croissant ed ecco che si lanciava in bocca un bacio di dama, un bignè, quel che era …. e una e due e tre…. non ci sono più andata per 3 settimane, mi faceva schifo vederlo leccarsi le dita e poi asciugarsele sul grembiule prima di farmi il cappuccino …  Ci sto tornando da qualche tempo, quel tipetto non lo vedo più.

Per inciso : siamo tutti sottopagati, alzate lo sguardo, non pensate solo al vostro orticello, siamo tutti nella stessa situazione, che credete?

2° per inciso: per i giovani qualificati e volenterosi:  se lo foste veramente, ve ne sareste andati da un pò.

Cosa credete che gli  italiani che 80 anni fa si facevano mesi di nave per emigrare avessero voglia di andarsene ?

A volte è necessario ed è necessario sapersi adattare.  Ci siamo adattati tutti.  o quasi.

oppure rimanete qua, narcotizzati dalle pappe pronte e scodellate in nome della famiglia, affollate i baretti nel pomeriggio a lamentarvoi con tutti che non c’è lavoro  … continuiamo a farci del male … e continuiamo a non vedere più in là del nostro naso.

Un amico psicologo nel campo del lavoro ha fatto ultimamente dei colloqui per un posto di commesso/a….. me ne racconta di tutti i colori: .gente che si è presentata in tenuta da giardinaggio,  gente che in sede di colloquio ha subito chiesto quando erano previste le ferie, etc etc

io credo che ci dovremo dare una regolata.

peace

M

la pioggia

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LA  PIOGGIA  NEL  PINETO

   Gabriele D’Annunzio

Taci.

Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane

ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane.

Ascolta.

Piove dalle nuvole sparse.

Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove su i pini scagliosi ed irti,

piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti,

piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggieri,

su i freschi pensieri che l’anima schiude novella, su la favola bella che ieri t’illuse, che oggi m’illude,

o Ermione.

Odi?

La pioggia cade su la solitaria verdura con un crepitío che dura e varia nell’aria secondo le fronde più rade, men rade.

Ascolta.

Risponde al pianto il canto delle cicale che il pianto australe non impaura, nè il ciel cinerino.

E il pino ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro altro ancóra, stromenti diversi sotto innumerevoli dita.

E immersi noi siam nello spirto silvestre, d’arborea vita vivent

e il tuo volto ebro è molle di pioggia come una foglia, e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre,

o creatura terrestre che hai nome Ermione.

Ascolta, ascolta.

L’accordo delle aeree cicale a poco a poco più sordo si fa sotto il pianto che cresce

ma un canto vi si mesce più roco che di laggiù sale, dall’umida ombra remota.

Più sordo e più fioco s’allenta, si spegne.

Sola una nota ancor trema, si spegne, risorge, trema, si spegne.

Non s’ode voce del mare.

Or s’ode su tutta la fronda crosciare l’argentea pioggia che monda,

il croscio che varia secondo la fronda più folta, men folta.

Ascolta.

La figlia dell’aria è muta; ma la figlia del limo lontana, la rana,

canta nell’ombra più fonda, chi sa dove, chi sa dove!

E piove su le tue ciglia, Ermione.

Piove su le tue ciglia nere sìche par tu pianga ma di piacere

non bianca ma quasi fatta virente, par da scorza tu esca.

E tutta la vita è in noi fresca aulente, il cuor nel petto è come pesca intatta,

tra le pàlpebre gli occhi son come polle tra l’erbe, i denti negli alvèoli con come mandorle acerbe.

E andiam di fratta in fratta, or congiunti or disciolti

(e il verde vigor rude ci allaccia i mallèoli c’intrica i ginocchi)

chi sa dove, chi sa dove!

E piove su i nostri vólti silvani, piove su le nostre mani ignude,

su i nostri vestimenti leggieri, su i freschi pensieri che l’anima schiude novella,

su la favola bella che ieri m’illuse, che oggi t’illude,

o Ermione.

quando c’è la salute, c’è tutto ovvero don’t believe the hype

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Toscana: 1 bimbo su 3 è obeso o sovrappeso, lo dicono qua:

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2012/03/14/news/toscana-31530133/

….ho sempre pensato che poca ma regolare attività fisica ci eviterebbero un sacco di problemi, a  tutti, per tutti.

Siamo un paese di anziani e si sa, ma quello che non viene mai evidenziato è che siamo un paese di anziani magri …. guardatevi intorno, vedete anziani sovrappeso ? No. Semplicemente perché non arrivi a compierne molti di compleanni se hai passato la maggior parte della tua vita sovrappeso.

Più tardi si affronta il tema e più complicato sarà. Qualcuno tempo fa se ne uscì con una frase del tipo “Un obeso ci costa più di un carcerato” … vorrei conferme o smentite sul tema, please !

Penso che la scuola dovrebbe dare più attenzione  all’attività fisica e soprattutto all’educazione fisica in generale così da evitare che l’idea di salute nel trentenne medio equivalga a stare in palestra a fare pesi e basta. Finchè la schiena non presenta il conto. E allora lì, di nuovo, medicine, cure, terapie, operazioni, malessere etc etc.

Anzi, a scuola dovrebbero fare che ne so, stretching in classe fra una lezione e l’altra. Dovrebbe diventare la normalità.

Penso che le palestre dovrebbero essere sponsorizzate dallo stato che se ci tenesse davvero alla salute di suoi cittadini avrebbe tutto un altro comportamento e gestione del suo materiale umano.

La verità forse è che siamo cittadini  interessanti quando siamo “bisognosi” di cure e aiuti, di medicine e ospedali, terapie e via così …

e comunque, da diet-blog.com vi giro un simpatico schemino: pare ci sia anche il poster di questa classifica.

Come sempre,  tutti questi sondaggi e calcoli vanno presi con le pinze.

augh!

M

 

 

 

 

 

 

 

 

Who Can it Be Knocking At My Door ? Go Away

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cantavano i Men at Work e me lo chiedo anche io ogni volta che nelle mie mattinate di caffè e computer, mi scampanellano ….drrrrrrriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinnnnnnnnnnnn drrrrrrrrrrrrrrrrriiiiiiiiiiiiiiiiinnnnnnnnnnn

A questo punto, Vi riporto uno stralcio di visita forzata e dialogo avvenuta tempo fa:

Io:  Chi è ?

Voce dalla strada: Enel

Io: Enel cosa? Che cosa deve fare?

Voce: Eneeeeeeeeeellllllllll

Io: Sì, ho capito, cosa vuole?

Nessuna risposta, nel frattempo a qualcuno del palazzo è bastata la parola Enel che come per magia, come sesamo, tutte le apre. Si apre il portone, entra qualcuno che sbraita per le scale e nel frattempo parla con qualcuno al telefono. Mentre accendo il fuoco sotto il secondo caffè, valuto in 7000 i decibel sprigionatisi su per la tromba delle scale.

3 minuti dopo mi suona alla porta di casa, drrrriiiiiiiiiiiinnnnnnnnnnnnn drrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrii nnnnnnnnnnnnnnnn (ma fanno dei seminari per imparare a suonare i campanelli altrui??Una volta aperta la porta,  ero sicura che avrei trovato Bart Simpson …)

Io: Chi è ??

Voce sempre più nervosa: Signora è l’Enel che non l’ha capito ancora?

Io:(sto già urlando, non ci voleva proprio) : A me pare che sia lei che continua a non capir che le sto chiedendo cosa vuole.Ho capito che è l’Enel,allora che vuole?

Voce : Signora mi apreee?

Mi incazzo tutto insieme, una fiammata alla testa che poi mi lascia senza sangue nelle zone periferiche, sbianco, lo sento. Il gatto mi guarda e abbassa le orecchie.Mi sto traformando, mi sono già trasformata.

Apro la porta e la voce (una ex punkabbestia magra magra, capelli corto e un unico orrendo dredlock di cinque colori diversi marcio in putrefazione che le faceva capolino dalla nuca…una che a un certo punto è dovuta uscire dal centro sociale e si è trovata un lavoruccio, si è messa un cappottino e una sciarpina a modo ma che non si sarebbe mai separata dai suoi anfibi neanche con la pistola alla tempia.  Mi assale verbalmente ancora di più mentre fisicamente mi viene incontro, quasi a metter il piede nella porta. Odore di caffè, uh, è salito.

Voce: Signora sù chè mi fa perdere un sacco di tempo, le volevo dire che Enel le conferma il contratto esistente e le dà dei punti bla bla…

Io: (interrompo). No, io le volevo dire che avete rotto con questo modo di fare a suonare alle porte di mattina e infiltrarvi nei palazzi.Poi  avete tutti i dati sensibili, le mail, i numeri, se l’Enel mi deve parlare ….  …  odore di caffè bruciato, mi giro verso la cucina, ora il naso è sottovento e  col collo lungo vedo schizzi e scintille nere dal fornello-cazzo,  il caffè, cazzò, mi toccherà pulire il fornello ! Io odio pulire i fornelli, ok? taglio 70 kg di cipolle o faccio un tiramisù da 20 persone più volentieri. ok?

Indietreggia.

La tipa ah scusate, l’incaricata Enel -“identificatasi” con tesserino ciclostilato da sagra della salsiccia estratto velocemente dalla tasca del cappotto e subito riposto- (non si è mai  presentata, che ve lo dico a fare) ha già attaccato il suo disco rotto e si è messa a urlare la manfrina su come non sia accettabile essere ricevuti così e che in fondo lei sta lavorando e che per di più lo sta facendo per farmi risparmiare ( che carina! wow! una sorella praticamente e non me ne ero accorta. A mia insaputa! ).

Non ne posso più, le urlo Basta! di andarsene, di non suonare più e di lasciarmi in pace e sbatto la porta. Bem!

Dopo 10 minuti mi risuonano alla porta.  ??? Ancoraaaa ? penso.

Io: Chi è ?

Voce maschile dalla strada: Signora guardi c’è qui la mia collega che è sconvolta, insomma, si rende conto che le ha sbattuto la porta in faccia? E’ tutta rossa e piange insomma se poteva scendere a parlare …

Io: ???

Scendo. Piange, è vero. c’è un altro con lei che sembre george clooney nello spot del caffè. Mr Diplomazia mi chiede che è successo. Dico la mia versione e deduco che mentre chiudevo la porta con vigore, la signorina  stesse venendomi incontro e per beccarsi la porta in faccia vuol dire che stava comunque cercando di entrare  in casa mia con mossa fulminea e felina nonostante io le stessi negando l’accesso.

Non c’è altra spiegazione: la porta si apre verso l’interno e si chiude sulla linea del pianerottolo. Se stai sullo zerbino, è impossibile che la porta ti venga addosso. se mentre si sta chiudendo ti ci butti addosso per non farla chiudere, e ci arrivi di faccia e non con le mani E’come la linea della porta nel calcio che definisce se un gol è valido o no.

Insomma, ci calmiamo e le do anche la mano che lei si rifiuta di stringermi. Si sta innervosendo di nuovo, inizia a scalpitare, io inzio a scegliere la chiave del portone dal mazzo che tenevo in mano e a tornare verso casa. Ci salutiamo mentre il suo collega le promette manfrina.

Continuiamo a farci del male.

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ecco, poi da ADUC Avvertenze, apprendo questa cosa qua e penso: allora avevo ragione !  E’ violazione di domicilio! La devono smettere !Perdono anche di credibilità e soprattutto autorizzano tutti i falsi incaricati del mando a presentarsi alle porte e pretendere di farsi aprire.

da ADUC.it   del  16 Febbraio 2012   h 12:28  Comunicato di Alessandro Gallucci

Quella che ci viene segnalata sempre piu’ spesso e’ una pratica, pare, in voga tra molti venditori di contratti energetici. Molte addetti di queste societa’ usano uno stratagemma davvero pernicioso per avvicinare quanto piu’ possibile il potenziale cliente. Pare, infatti, che soprattutto nelle ore centrali della mattina, questi operatori suonino al citofono condominiale fino alla risposta di qualcuno. Al classico “Chi e’?”, queste persone rispondono con il ben piu’ classico “posta!”. Ma del postino nemmeno l’ombra. Inizia cosi’ una processione a tutti i campanelli delle singole abitazioni dove, a quel punto, l’addetto alle vendite getta la maschera ed il malcapitato, apra o non apra la porta, e’ costretto a sentirsi dire le solite amenita’ del genere: “ma come non vuole risparmiare, la nostra offerta e’ irrinunciabile”. Non c’e’ che dire: un comportamento inqualificabilmente grave! Ricordiamo che l’art. 614 del codice penale punisce la violazione di domicilio, con la reclusione fino a tre anni, anche quando ci si introduce con l’inganno nell’abitazione altrui, in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi. In sostanza chiunque subisce un simile raggiro puo’ senza dubbio chiamare la polizia per sporgere querela, anche contro ignoti laddove non si riesca a identificare l’operatore. La speranza e’ che si tratti dell’iniziativa isolata di qualche venditore e/o venditrice furbastro e non di una strategia commerciale delle societa’ di energia elettrica. Un paio d’anni fa segnalammo lo stesso trucco utilizzato dai venditori telefonici; il malvezzo s’estende. Vigileremo e non esiteremo ad investire del problema tutte le autorita’ competenti laddove ci fosse segnalata la continuazione di questa pratica.

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la foto della lei armata l’ho presa da un blog che non conoscevo ma evidentemente il tema del venditore porta a porta e dell’insito rischio truffatori è molto sentito !

http://thesecretsofwaynors.blogfree.net/?t=3552613

li vogliamo assumere quelli che le lingue straniere le hanno studiate per davvero ?????

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ovvero: l’ italiano, le mille insidie  delle traduzioni e i maestri della semplificazione.

L’Università di Firenze come Firenze Parcheggi ( cars fed with GPL …..) , la Metropolitana di Roma (Anderground……) ma anche le Ferrovie dello Stato. L’elenco potrebbe essere lunghissimo.

Tutti enti, società, associazioni che – quando si presenta la necessità oggigiorno primaria di tradurre nelle lingue straniere i loro contenuti – banalizzano, riducono, minimizzano e pensano di potersi affidare ai trduttori automatici di cui si sa già – da anni-che sono più dannosi che  utili. L ‘ultima chicca linguistica la riporta  Repubblica on line in home page. Eccola:

UNIVERSITA’

Pecorino a luci rosse, la gaffe del bando

Il titolo di una ricerca dell’Università di Firenze, “Dalla pecora al pecorino”, viene tradotto in “From sheep to Doggy Style”, espressione dal significato totalmente diverso

Pecorino a luci rosse, la gaffe del bando

Gaffe linguistica nel bando della facoltà di Scienze agrarie di Firenze. Più che la poca dimestichezza con l’inglese di qualche funzionario sembra da chiamare in causa lo scherzo di un traduttore automatico, che ha prodotto un errore dall’effetto ridicolo. Il titolo della ricerca: “Dalla pecora al pecorino”- tracciabilità e rintracciabilità di filiera nel settore lattiero caseario toscano, è stato tradotto con “From sheep to Doggy Style” – traceability of milk chain in Tuscany.
Doggy Stile in inglese non significa pecorino, termine che non dovrebbe essere tradotto o che comunque può essere indicato con un generico cheese, ma pecorina, parola dal significato molto diverso e assai più scabroso. Il bando è pubblicato sul sito del ministero dell’Università, con il suo errore piuttosto imbarazzante. A chi conosce un po’ di inglese non può sfuggire la traduzione inappropriata. Tanto più che il bando è stato pubblicato anche sul sito della Commissione europea. 

(15 febbraio 2012)

Ed ora il Maestro, l’autoproclamatosi Re del DoggyStyle già quasi 20 anni fa. Nel tempo è passato dall’ audio al video di approfondimento diventando produttore di pellicole hard: sai com’è,  l’industria opera a Los Angeles !

http://youtu.be/CtqeWbEHGxM

1993

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Fate una buona giornata e, se potete, diventate soci del ControradioClub, sostenete l’indipendenza e la resistenza !

oggi pomeriggio sono in onda con Giustina dalle 16e30 alle 19:00 per battere il ferro del Club per l’ultima giornata di campagna associazionistica !!!

😉

Marta

 

 

 

roba da matti

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Salve, mi presento, sono una gattara. da sempre, sempre, per sempre ho avuto e avrò gatti.

Benissimo.

Il felino in mio possesso da 8 anni suonati (è la sua età!) è un maschio mediterraneo cho ho chiamato Quincy Jones. Tutto nero, occhi gialli: a modo suo, un classico!

Ne potrei parlare per ore- posso diventare quasi patetica-quindi taglio corto.

Ogni tanto vado via e lo lascio solo soletto a casa anche, diciamo, per 48 ore.

Certo non è contento ma neanche muore, ve lo assicuro. E soprattutto non patisce la fame, pesa ben 10 kg e detto fra noi è un ciccione !

ok.

Qualche tempo fa, al mio rientro da uno di questi weekend fuori,  rientro a casa, mi viene incontro, si struscia, mi guarda e inizia la sceneggiata napoletana: qua a casa viene anche chiamato Gino Stanislavskij (quello del metodo di recitazione e del lavoro dell’attore su sè stesso).

vado in cucina, controllo le ciotole: crocchette zero, ancora residui di scatoletta, acqua ok.

Cambio di ciotole e gli verso una scatoletta fresca fresca in una ciotola pulita pulita e gliela metto giù. La guarda da lontano e mi si avvicina, si struscia, miagola ma senza audio (cioè fa solo il labiale), sta un pò così poi mi morde la caviglia. Assassino!

Allora gli faccio la crema alla crema à la Edgar (scherzo). No, gli faccio il solito acqua e latte fresco. In genere lo a-do-ra!  Dà due leccatine, mi guarda e capisco: ancora non basta.

Mi guarda, disperazione negli occhi paglierini a fessura, fa anche un pò di gobba, fa lo spin sulle 4 zampe, la coda dritta dritta e mi rimorde le caviglie … ma che vuoi?

Allungo il braccio per prendere il  barattolo delle sue crocchette e già cambia faccia. Inizia a fare gli 8 su sè stesso e intorno alla gamba del tavolo, la coda come le macchinine a scontro al luna park. Felpato, morbido, paffuto, ciccione, si scapicolla sulla ciotolina di crocchette (light per carità!) e se ne abbuffa senza neanche masticarle, si affoga, si strozza, gli occhi socchiusi, orecchie e vibrisse indietro come se fosse nella camera del vento…già sta meglio, gode,  ride mentre si lecca i baffi, soddisfatto. Mi guarda, lingua su: zampa occhio cispa baffo orecchio. Si gira. Guarda il vuoto che ha creato dove prima c’era il mucchietto di crocchette e se ne va- lento ma inesorabile-puntando il letto per non rimanere indietro, sai com’è, passare 16 ore al giorno a dormire è un lavoro !

Guardo il cibo fresco appena servito e neanche considerato e penso che quello che ho trovato quando sono tornata non era un gatto affamato, no.

Era un gatto in crisi d’astinenza. Da crocchette.

M